Canne al vento è il romanzo più noto di Grazia Deledda, uscito a puntate sull'«Illustrazione italiana» e in volume nel 1913.
Le dame Pintor, Ruth, Ester e Noemi, sono ciò che resta di una famiglia nobile di Galte, nella valle del Tirso. Il servo Efix coltiva il poderetto sul fiume e le tiene in piedi con una devozione che ha radici in una colpa antica. Quando dal Continente arriva Giacinto, figlio della sorella fuggita anni prima, sembra l'inizio di un riscatto. È l'inizio di un'altra rovina.
Deledda racconta una Sardegna in cui sacro e pagano convivono: le feste nei santuari, gli spiriti delle notti sul fiume, l'usuraia del paese, i mendicanti sulle strade. Sopra tutto, la domanda che dà il titolo al libro: se gli uomini siano liberi, o soltanto canne piegate da un vento che non scelgono. «Siamo canne, e la sorte è il vento», dice Efix.
Informazioni bibliografiche
| Titolo | Canne al vento |
| Autore | Grazia Deledda |
| Anno | 1913 |
| Lingua | Italiano |
| Genere | Narrativa › Romanzo |
Testo tratto dall'edizione elettronica di Liber Liber (progetto Manuzio), da Mondadori 1950
Tratto da: Canne al vento : romanzo / di Grazia Deledda. - Milano : A. Mondadori, 1950. - 244 p. ; 20 cm. - (La Medusa degli italiani ; 50)
Testo in pubblico dominio