A Roma, nei primi anni Trenta, le fotografie di Antonio Magnano esposte in piazza di Spagna fermano perfino le signore cariche di pacchetti. A Catania suo padre, il signor Alfio, se ne vanta come di un podere ben riuscito: quel figlio ha fatto girare la testa a tutte le donne che ha incontrato. Quando Antonio torna in Sicilia e sposa Barbara Puglisi, figlia di un notaio, ricca, devota e bellissima, i conti sembrano tornare.
Tre anni dopo il notaio si presenta in casa Magnano con la faccia di un funerale: «È accaduto che mia figlia, dopo tre anni di matrimonio, è tale e quale come è uscita dalla mia casa».
Da quel giorno la faccenda non è più degli sposi. È del padre, che la vive come un disonore suo; dei suoceri, che hanno già i loro progetti; dei preti e dell'Arcivescovo; dei compari che ne discutono a voce alta; dei gerarchi di un regime che misura gli uomini sulla virilità. Brancati racconta una città in cui essere maschi è un dovere pubblico, e la racconta in commedia: dialoghi da teatro, battute in dialetto, una comicità che arriva alla crudeltà. Sotto c'è la vergogna di un uomo che non ha colpa e non trova parole, mentre il fascismo porta la Sicilia verso la guerra.
Antonio parla poco. Gli altri non smettono mai di parlare di lui.
Informazioni bibliografiche
| Autore | Vitaliano Brancati |
| Titolo | Il bell'Antonio |
| Prima edizione originale | 1949 |
| Genere | Narrativa › Romanzo |
| Pubblicato su Lēgēre | ottobre 2026 |
| Tag | Narrativa, Classici |