
Federigo Tozzi
Federigo Tozzi (Siena, 1883 – Roma, 1920) è considerato uno dei maggiori narratori italiani del Novecento, benché per lungo tempo rimasto nell'ombra e riscoperto solo a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.
Nacque in una famiglia di origini contadine: il padre, uomo rude e autoritario, possedeva una trattoria e due poderi nei dintorni di Siena. Il rapporto conflittuale con lui segnò profondamente la vita e l'opera di Tozzi, così come la morte precoce della madre, avvenuta quando lo scrittore aveva dodici anni. Il percorso scolastico fu discontinuo e burrascoso — espulso dal collegio, poi dalle scuole d'arte — ma Tozzi si formò da autodidatta frequentando la biblioteca comunale di Siena, con una particolare attrazione per la psicologia moderna. Dopo anni di lavoro nelle ferrovie tra Pontedera e Firenze, tornò a Siena alla morte del padre, si sposò e si dedicò con intensità alla scrittura. Trasferitosi poi a Roma, collaborò con giornali e riviste, entrando in contatto con Pirandello, Borgese e altri intellettuali dell'epoca. Morì nel 1920, a soli trentasette anni, colpito dall'influenza spagnola.
La sua opera — romanzi, novelle, prose liriche — ruota attorno a un tema centrale: l'inettitudine, intesa come incapacità dell'individuo di reggere le richieste della vita, di comunicare con gli altri, di agire in modo autentico. I personaggi tozziani sono figure smarrite, psicologicamente fragili, spesso oppresse da forze — la famiglia, la terra, la società — che non riescono né ad accettare né a fuggire davvero. Siena e la campagna senese fanno da sfondo non decorativo ma simbolico: la città incarna l'immobilità, il peso della tradizione, una bellezza che umilia invece di liberare.
Per la profondità dell'indagine psicologica e la visione allucinata della realtà, la critica moderna avvicina Tozzi a Kafka, Dostoevskij, Svevo e Joyce, collocandolo tra naturalismo ottocentesco ormai esaurito e modernismo novecentesco nascente. Le sue opere principali sono la cosiddetta trilogia sull'inettitudine — Con gli occhi chiusi (1919), Tre croci (1920) e Il podere (1921, postumo) — oltre alla raccolta di prose Bestie (1917), tra i suoi lavori più originali e liricamente intensi.
Titoli in catalogo
- Con gli occhi chiusiFederigo Tozzi · 1919