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Antonio Gramsci

Antonio Gramsci

22 gennaio 1891 – 27 aprile 1937

Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) è stato politico, filosofo, giornalista e critico letterario italiano. Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia, di cui divenne segretario nell'agosto del 1924. Nel 1926 fu arrestato dal regime fascista. Morì nel 1937 per emorragia cerebrale, a quarantasei anni.

Nato in una famiglia povera in Sardegna, fin da bambino fu colpito dal morbo di Pott, una tubercolosi ossea che gli deformò la colonna vertebrale. L'infanzia fu segnata anche dall'arresto del padre, condannato per peculato, che lasciò la famiglia priva di sostegno economico. Studiò con tenacia e grazie a una borsa di studio si iscrisse all'Università di Torino, dove conobbe Palmiro Togliatti e si avvicinò al movimento socialista. Abbandonò gli studi universitari nel 1915 per dedicarsi interamente al giornalismo e alla militanza politica. Nel 1919 fondò con Togliatti, Tasca e Terracini la rivista L'Ordine Nuovo, che divenne l'organo dei Consigli di fabbrica torinesi — organismi di autogestione operaia che Gramsci considerava l'embrione di un futuro Stato socialista.

L'8 novembre 1926 fu arrestato a Roma insieme agli altri parlamentari comunisti. Il regime fascista non esitò a calpestare la sua immunità parlamentare. Processato nel 1928 dal Tribunale Speciale, fu condannato a oltre venti anni di reclusione. Il pubblico ministero chiese esplicitamente che quel cervello smettesse di funzionare. Non fu accontentato: nelle prigioni di Turi, nonostante l'isolamento, la salute distrutta e l'emarginazione anche da parte dei compagni di partito allineati allo stalinismo, Gramsci scrisse i Quaderni del carcere — trentatré quaderni di riflessioni su filosofia, storia, politica e cultura. Alla sua morte, la cognata Tatiana Schucht li mise in salvo portandoli all'ambasciata sovietica.

Considerato uno dei più importanti pensatori del Novecento, Gramsci elaborò il concetto di egemonia culturale: le classi dominanti impongono i propri valori politici e morali all'intera società, costruendo un consenso diffuso anche tra le classi subalterne. Strettamente connesso è il tema dell'intellettuale organico, figura che organizza e dà direzione culturale a un gruppo sociale. Questi concetti, originali e autonomi anche rispetto alla tradizione marxista, avrebbero influenzato profondamente il pensiero politico e culturale del Novecento in tutto il mondo.

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