De Profundis è la lunga lettera che Oscar Wilde scrisse nel carcere di Reading, tra il gennaio e il marzo 1897, negli ultimi mesi della pena di due anni di lavori forzati a cui era stato condannato nel 1895. È indirizzata a Lord Alfred Douglas, che Wilde conosceva da anni e con cui aveva avuto una relazione.
Nelle pagine della lettera Wilde parla della propria rovina e della prigionia: la morte della madre, i figli che gli vengono tolti, la mezz'ora in manette sulla banchina di Clapham Junction, nel giorno del trasferimento a Reading. Descrive la vita in cella: il letto di tavole, le funi da sfilacciare, il pavimento da lavare, il Testamento greco letto ogni mattina. Il processo vi compare solo per accenni. Molte pagine sono dedicate all'arte e alle sue opere, e alla figura di Cristo, che Wilde accosta a quella dell'artista.
Wilde morì nel 1900 senza pubblicare la lettera. Fu il suo amico ed esecutore letterario Robert Ross a farla uscire nel 1905, dopo averne tolto ogni riferimento a Douglas e alla sua famiglia, con il titolo De Profundis, dal Salmo 130: è la versione che ha circolato per tutto il Novecento, non la lettera integrale, pubblicata solo nel 1962. La traduzione italiana qui riprodotta è quella di Adelina Manzotti Bignone, uscita per la prima volta nel 1919.
Informazioni bibliografiche
| Titolo | De Profundis |
| Autore | Oscar Wilde |
| Traduttore | Adelina Manzotti Bignone |
| Anno | 1905 |
| Lingua | Italiano |
| Titolo originale | De Profundis |
| 1ª edizione originale | 1905 |
| Lingua originale | Inglese |
| Genere | Lettera |
Tratto da: De profundis ; La ballata del carcere di Reading ; Lettere dalla prigione ; Poesie scelte / Oscar Wilde ; traduzione di Adelina Manzotti Bignone. Milano : Edizioni delle Alpi, stampa 1935. 220 p. ; 19 cm
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