Moby Dick è un romanzo del 1851 di Herman Melville, considerato uno dei capolavori assoluti della letteratura americana. Ignorato o incompreso dai contemporanei — al punto che alla morte dell'autore ne erano state vendute appena tremila copie — fu riscoperto negli anni Venti del Novecento e da allora collocato ai vertici della narrativa mondiale.
Il narratore è Ismaele, un marinaio che si imbarca sulla baleniera Pequod partendo da Nantucket. La nave è comandata dal capitano Achab, figura titanica e ossessiva, che ha perso una gamba in un precedente scontro con un enorme capodoglio bianco — Moby Dick, appunto — e da allora non vive che per vendicarsi. Trascina l'intero equipaggio, composto da uomini di ogni razza e provenienza, in una caccia spietata ai quattro angoli degli oceani.
L'epilogo è catastrofico: Moby Dick distrugge la nave e inghiotte l'equipaggio nei flutti. Solo Ismaele sopravvive, aggrappato alla bara del suo amico Queequeg, recuperato per caso da un'altra baleniera.
Ma Moby Dick è molto più di un romanzo d'avventura. La balena bianca incarna l'Assoluto inconoscibile, il Male dell'universo, l'indifferenza della natura di fronte all'uomo. Achab rappresenta la hybris, la dismisura dell'uomo che pretende di sfidare e dominare ciò che lo supera, trascinandosi e trascinando gli altri nella rovina. Il Pequod con il suo equipaggio multirazziale è invece il simbolo di una giovane America fiduciosa nelle proprie forze — e al tempo stesso cieca sui propri limiti.
Il romanzo intreccia avventura, filosofia, teologia, scienza naturale e allegoria in una forma volutamente enciclopedica e smisurata, che anticipa il modernismo letterario del Novecento.
Informazioni bibliografiche
| Titolo | Moby Dick ovvero la Balena |
| Autore | Herman Melville |
| Traduttore | Cesare Pavese |
| Anno | 1963 |
| Lingua | Italiano |
| Titolo originale | Moby-Dick; or, The Whale |
| 1ª edizione originale | 1851 |
| Lingua originale | Inglese |
| Genere | Narrativa › Romanzo |
Tratto da: Moby Dick ovvero la balena / Herman Melville ; traduzione di Cesare Pavese riveduta e migliorata. - 7. rist. identica alla precedente del 15 settembre 1959. - Torino : Frassinelli, 1963. - XIV, 775 p. ; 20 cm.
Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale