Lēgēre
Copertina di Le mie prigioni

Le mie prigioni

1832 · Memorie · 4 ore e 15 minuti
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Le mie prigioni è il racconto che Silvio Pellico fece dei suoi anni di detenzione, uscito a Torino, presso Giuseppe Bocca, nel 1832 con il titolo completo Le mie prigioni. Memorie di Silvio Pellico da Saluzzo.

Si apre con l'arresto a Milano, il 13 ottobre 1820, e con la prima notte nella cella di Santa Margherita. Seguono gli interrogatori, il custode che si stupisce di un prigioniero astemio, il carcere di Venezia, sotto i Piombi, il compagno Piero Maroncelli, la fortezza di Spielberg, in Moravia. L'autore dichiara fin dalla prima pagina che lascerà fuori la politica. Racconta i giorni, le persone, i pensieri, e il suo modo di tenersi in piedi, che passa per la religione, come dice nel Capo III.

Il libro è in novantanove capitoli, di circa cinquecento parole ciascuno: la lettura si interrompe e riprende senza fatica. La lingua è quella di un italiano dell'Ottocento, con forme antiquate («ei», «niuno», «dimande»), ma la frase è breve e chiara. Per Lēgēre è un testo da leggere nella sua lingua: la memoria che l'autore scrisse dei suoi anni di carcere.

Informazioni bibliografiche

TitoloLe mie prigioni
AutoreSilvio Pellico
Anno1832
LinguaItaliano
GenereMemorie

Testo tratto dall'edizione elettronica di Liber Liber, da Mondadori 1986 (a cura di Angelo Jacomuzzi); introduzione e note dell'edizione non riprodotte

Tratto da: Le mie prigioni / Silvio Pellico ; a cura di Angelo Jacomuzzi. Milano : A. Mondadori, 1986. 217 p. (Oscar classici ; 82)

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