La luna e i falò è l'ultimo romanzo di Cesare Pavese, scritto nell'autunno del 1949 e pubblicato nel 1950. Considerato il suo capolavoro, presenta forti elementi autobiografici e chiude la carriera narrativa dello scrittore piemontese.
Il protagonista, detto Anguilla, è un trovatello che torna in Italia dopo anni trascorsi in America, nel paese della valle del Belbo dove è cresciuto. Il ritorno non è solo fisico: è un viaggio nella memoria, scandito dal dialogo con l'amico d'infanzia Nuto, attraverso cui riaffiorano ricordi di gioventù, figure perdute e destini spezzati — tra cui quello delle tre figlie del fattore della Mora, ognuna segnata da una fine tragica.
Il romanzo intreccia passato e presente, infanzia e maturità, radici e sradicamento. Al centro c'è il senso di appartenenza a un luogo e a una comunità: «un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
La luna e i falò sono i simboli portanti dell'opera: la luna scandisce il ritmo delle stagioni e della vita contadina; i falò evocano insieme la magia dell'infanzia e la violenza della storia — la guerra, la Resistenza, la morte — che brucia e cancella senza lasciare traccia.
Informazioni bibliografiche
| Titolo | La luna e i falò |
| Autore | Cesare Pavese |
| Anno | 1950 |
| Lingua | Italiano |
| Genere | Narrativa › Romanzo |
Tratto da: La luna e i falò / Cesare Pavese. - Torino : Einaudi, 1995. - 140 p. ; 20 cm.
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