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Luther Blissett

Luther Blissett

Estate 1994

Luther Blissett è uno pseudonimo collettivo — o "nome di uso multiplo" — nato in Italia nella seconda metà degli anni Novanta e adottato da un numero imprecisato di artisti, attivisti, collettivi e riviste underground. Il nome è mutuato programmaticamente da quello del calciatore inglese di origini giamaicane Luther Blissett, ingaggiato dal Milan nella stagione 1983-84 e tornato in Inghilterra dopo risultati deludenti.

La regola era semplice: chiunque poteva firmare qualsiasi cosa — un articolo, un'azione, un'opera — con il nome Luther Blissett, senza poter poi rivendicarne il copyright esclusivo. In cambio dell'uso della reputazione collettiva, l'opera doveva restare liberamente riproducibile e accessibile, purché senza scopo di lucro. Una comunità aperta, senza gerarchia, dentro cui era persino possibile firmare testi contraddittori tra loro.

Il progetto si distinse soprattutto per una serie di beffe mediatiche spettacolari: la simulazione della scomparsa di un artista inesistente che ingannò il programma televisivo Chi l'ha visto?; false notizie pubblicate da quotidiani nazionali, tra cui la presenza di Naomi Campbell a Bologna per un intervento estetico; la costruzione di una psicosi collettiva su una setta satanica a Viterbo, smentita poi in diretta televisiva; un falso sito del Vaticano rimasto online per due anni; e la creazione dell'artista serbo Darko Maver, inesistente, che arrivò a esporre in una galleria postuma alla Biennale di Venezia del 1999.

L'apice della notorietà fu raggiunto con il romanzo Q (1999), pubblicato da Einaudi e arrivato alla finale del Premio Strega — che i quattro autori disertarono con dichiarazioni polemiche. Il 31 dicembre 1999 il Luther Blissett Project compì un "seppuku" simbolico, sciogliendosi ritualmente. Nel 2000 i quattro autori di Q, insieme a un quinto scrittore, formarono il collettivo Wu Ming.

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